Archive for category Informatica
Software freeware per masterizzare
Se a qualcuno servisse un piccolo e leggero software per masterizzare cd, dvd, hd-dvd e anche blu-ray, potrebbe tranquillamente affidarsi a CdburnerXP, applicazione completamente gratuita, per sistemi Windows (supporta anche il recente Windows Vista), in grado di competere tranquillamente con rivali della masterizzazione ben più conosciuti.
Il caro vecchio Nero ha assunto ormai delle dimensioni da sistema operativo arrivando ad includere nella sua suite completa applicazioni che solo marginalmente sono inerenti alla masterizzazione classica. Molto meglio, quindi, una piccola applicazione come CdburnerXP che assolva senza troppi fronzoli al suo lavoro.
L’applicazione è, inoltre, completamente localizzata in italiano ed è compatibile con una buona lista di periferiche.
Converti un dvd con Handbrake: software freeware
Dovendo effettuare un rip di un dvd personale (niente di illegale, sia chiaro!!!), sono rimasto piacevolmente soddisfatto da Handbrake, un piccolo e leggero software in grado di convertire in un file video un qualsiasi dvd.
Questo software è multipiattaforma (Pc, Mac o Linux), completamente gratuito ed è in grado di trasformare un disco in formato adatto alla visione “da casa”, ma anche per dispositivi portatili (supporta senza problemi l’H.264)
Vi consiglio assolutamente l’installazione e la prova di questo prodotto, ne rimarrete sorpresi (ammesso che vi serva un simile software…
).
Info: Handbrake
Converti online qualsiasi tipo di file (video, documento, immagine o audio)
Posted by admin in Informatica on October 20, 2007
Microsoft Office 2007 sta prendendo lentamente piede tra i vari sistemi installati nel mondo e si inizia a creare il problema della compatibilità dei suoi file. I file prodotti di default da Office 2007, infatti, non sono supportati dalle edizioni precedenti della suite Office. Questi hanno anche una estensione differente per riconoscerli dai classici formati Office. Docx invece di doc per Word, xlsx invece di xls per Excel e pptx invece di ppt per Powerpoint.
Se fosse necessaria una conversione da questo tipo di file al vecchio formato (e non si avesse un Office 2007 a disposizione), basterebbe utilizzare il servizio Zamzar, da pochi giorni attivo anche per questo tipo di conversioni. Con l’aggiunta di questo tipo di conversioni, Zamzar è un servizio online veramente completo, andando praticamente a coprire qualsiasi tipo di combinazione audio, video (anche per YouTube), di documenti e di immagini.
Da provare!!!
OpenTTd: come far rinascere un vecchio gioco
Da “giovane” avrò perso ore ed ore a giocare a Transport Tycoon, manageriale completamente dedicato al mondo dei trasporti. Prima nella sua versione DOS (1994) e poi nella versione Deluxe per Windows (1995-1996). TT è sicuramente uno splendido gioco creato dalla testa di Chris Sawyer, sviluppatore scozzese con al suo attivo altri tycoon games (Rollercoast Tycoon 1 e 2, Chris Sawyer’s Locomotion).
Tra il 2002 e il 2004 lo sviluppatore di µTorrent, tal Ludvig Strigeus, iniziò la titanica impresa di disassemblare tutto il codice di Transport Tycoon fino ad arrivare alla creazione di OpenTTD, applicazione non completamente stand-alone (necessita delle grafiche originali del gioco). Il gruppo di lavoro che si creò attorno a questo progetto iniziò, inoltre, a sviluppare numerose aggiunte al gioco stesso (per migliore l’usabilità, la grafica, ma anche per introdurre nuove modalità di gioco), arrivando a creare un vero e proprio seguito all’applicazione.
Come se non bastasse, il gioco è completamente tradotto in italiano e, grazie all’utilizzo delle librerie SDL (cross platform) è, inoltre, multipiattaforma (Windows, Mac OS X, Linux, Pocket PC, Amiga, Playstation OS…).
Per procedere all’installazione è necessario procurarsi il gioco originale (più nello specifico sono necessarie i file contenenti la grafica originale del gioco), anche se su Internet sono presenti numerosi link da cui poterlo scaricare. Una buona lista da cui partire per procurarsi i file necessari per la successiva installazione di OpenTTD la trovate su questo forum. I file necessari per l’installazione sono 6 (sample.cat, trg1r.grf, trgcr.grf, trghr.grf, trgir.grf, trgtr.grf) e vanno inseriti, dopo aver installato OpenTTD, all’interno della sottodirectory “data”.
Buon divertimento…
Prevx CSI: scan freeware per windows
Prevx CSI (Prevx Computer Security Investigator) è uno malware scanner, per sistemi windows, completamente freeware e, particolarità che ultimamente apprezzo molto, stand-alone (cioè non necessita di installazi one per funzionare).
Il punto di forza di questo prodotto è quello di non avere con sè il database dei malware da cercare all’interno del sistema, ma di collegarsi ad ogni scansione ad un database centralizzato per poi procedere al controllo del computer.
Questo programma è utile, quindi, se si vuole verificare che il sistema sia pulito da eventuali spyware & simili senza dover procedere all’installazione di alcun software e perdere tempo con gli aggiornamenti dello stesso, prima di poter effettuare una scansione.
Quanti germi vivono sulla tua tastiera?
Posted by admin in Informatica on September 25, 2007
Chi sarà la prossima Microsoft?
Posted by admin in Informatica on September 12, 2007
A questa domanda ha provato a rispondere Jason Hiner, proponendo una lista di 5 pretendenti allo scettro del monopolista della prossima decade. E così, in rigoroso ordine di potenzialità, ecco Cisco, Google, Apple, Amazon e Zoho. Qualche utente potrà capire il motivo per cui sono state segnalate le aziende Google ed Apple, ma magari farà fatica a motivare le scelte che stanno dietro a Cisco, Amazon e Zoho (per chi le conosce, ovviamente…). Vediamo chi propone lui e per quale motivo…
Cisco viene posizionata al primo posto tra le pretendenti. In effetti le sue ultime acquisizioni e il potere di controllo della rete e della sua infrastruttura la rendono la vera prossima monopolista. Sconosciuta al grande pubblico, ha però un potere immenso nel determinare le infrastrutture della rete e, soprattutto, ha una grande capacità nel computing (da quello più semplice fino al più recente grid computing).
Google, invece, E’ l’aspirante monopolista per eccellenza. Le sue ambizioni sono da diverso tempo uscite dalla rete internet per affermarsi in settori non propriamente collegate (o almeno non così di diretta connessione). Telefonia cellulare, biotecnologie, sistemi operativi… non sono certamente settori correlati direttamente a quello dell’internet searching, ma ormai grazie al cash accumulato può veramente muoversi indisturbata nel mercato mondiale. Il suo sistema di acquisizioni, però, è molto discutibile e funziona, in sintesi, nel seguente modo: comprare, comprare e comprare. Molte delle sue acquisizioni sono sostanzialmente in perdita e, a causa dell’aumento delle dimensioni, il gigante inizia a soffrire di “gigantismo” (come, del resto, tutte le grandi aziende, Microsoft in primis).
Apple viene inserita non tanto come aziende che rimpiazzerà Windows dalla faccia del pianeta, quanto piuttosto come azienda che sta puntando tutto sul mercato del futuro: quello della mobilità. Ipod e Iphone sono alla base delle sue tendenze e, grazie al suo grande lavoro di design e di marketing, potrebbe trovarsi in posizione di dominio per quanto riguarda le tecnologie del futuro.
Poi c’è Amazon, che per molti è e rimane ancora solo un negozio di libri. E’ ormai da qualche anno che Amazon si fa conoscere anche per altro, anche se in Italia è e rimane per il grande pubblico solo una fornitissima libreria americana. Possiede sicuramente la più grossa infrastruttura di ecommerce del mondo, dalle potenzialità in crescita costante e, ormai, vende veramente qualsiasi tipo di prodotto. In effetti sta per iniziare la sfida con iTunes e già da tempo ha inaugurato gli Amazon Web Services, vera chicca per le piccole aziende che possono affidare le proprie necessità di storage e di data center direttamente al gigante, eliminando qualsiasi costo fisso o la costante esigenza di scalabilità. Amazon potrebbe così offrire a piccole aziende software modulare basato sulle ricerche del suo reparto IT e sulle sue potenzialità hardware.
Infine c’è Zoho. Penso che il 99% della popolazione mondiale non conosca assolutamente niente di questa piccola suite di office online creata da AdventNet. Eppure nel silenzio più assoluto da parte della grande stampa (ma anche della piccola e di gran parte della blogosfera, o almeno di quella italiana) si è conquistata una posizione di assoluto rispetto nei confronti di Microsoft e Google. La loro suite office online è di sicuro più completa, più integrata e più fruibile di quelle dei 2 enormi concorrenti. Non ha ambizioni di diventare una monopolista nel vero senso della parola perchè le sue dimensioni non sono tali da preoccupare nessuno, ma se continuasse con il suo ciclo di sviluppo continuo che vede aggiornamenti settimanali (contenenti ognuno nuove funzioni) per ogni prodotto della propria suite, fra qualche mese avrà acquistato un margine tecnologico notevole di difficile recupero da parte degli altri competitor. Nei prossimi giorni, non appena avrò tempo, scriverò una breve guida sull’utilizzo di Zoho.
Gli italiani amano Google
Posted by admin in Informatica on September 8, 2007
Da qualche giorno mi balenava un’idea in testa e ho voluto verificarla attraverso Internet. Dopo aver passato ben 2 minuti a navigare ho trovato le prove che cercavo. Google in Italia non ha una posizione dominante: Google in Italia è Internet.
A seconda delle varie ricerche di mercato, Google si posiziona tra il 90 e il 96% (la più recente dice 94%) come quota di mercato del totale del mercato del searching online. Poco importa se la verità ha un punto percentuale in più o in meno. Il fatto è che a livello mondiale Google ha una quota di mercato del 65%, importante ma decisamente inferiore a quella che registra in Italia.
I motivi di questo predominio quali sono? Qualcuno potrebbe azzardare e dire che è colpa dell’assenza totale dei competitor… Virgilio è morto da un pezzo, gli altri motori non sono altro che dei contenitori che si appoggiano per le ricerche dei propri utenti a Google (molti) o, al massimo a Yahoo (pochi). I piccoli motori italiani che esistevano fino a qualche anno fa sono praticamente tutti scomparsi dalla scena nazionale e fanno parte della preistoria di Internet. Forse qualche punto di percentuale deriva dalla pigrizia, o dalla completa inesistenza di competitor seri che vogliano affrontare a testa alta un gigante come Google. Però, dopotutto, esistono anche player internazionali sul mercato italiano, come Yahoo, Msn/Live… il primo ha una quota di mercato mondiale di circa il 20%, mentre Msn arriva a circa l’8%.
L’utente italiano, però, sembra infischiarsene di questa concorrenza, seppur sia presente in Italia in italiano. Strano… a questo punto, però, mi chiedo se la pigrizia non risieda nelle abitudini degli utilizzatori italiani di Internet, capaci al massimo di cercare su Google pensando che equivalga a ricercare sul web. Eppure fino a qualche anno fa per approfondire una ricerca sul web occorreva interrogare almeno 2 o 3 motori di ricerca. Che cos’è cambiato da allora? Forse lo strumento Internet è diventato decisamente routinario e la ricerca è un’operazione che deve impiegare, per l’utente finale, il minor tempo possibile. E così si cerca una parola su Google, lui presenta una prima pagina di 10 risultati e all’interno di quelli si identifica quale è quello che è più congeniale. Punto.
Dopotutto sono poi molti coloro che confondono la barra degli indirizzi del browser web con la casellina del motore di ricerca e così digitano gli indirizzi web direttamente sul motore google… in fondo raggiungono comunque il risultato sperato e anche se è un metodo discutibile perchè cambiare? Pigrizia…
Oltre a queste congetture del tutto scollegate, non conosco e non riesco ad identificare le cause del predominio schiacciante di Google in Italia. Forse sono solo una serie di concause… forse no… ciò che è evidente, però, è che basterebbe un pò di pigrizia in meno da parte dei tanti utenti italiani, un pò di furbizia in più e Internet sarebbe un posto un pò più interessante. Almeno in Italia…
Keygenerator e crack?
Per chi ancora utilizza crack o keygenerator per risparmiare, magari, anche i soli 10 euro da donare ad un povero sviluppatore in giro per il mondo, ecco un video “esplicativo” di quello che può combinare (e che spesso) combina un software di questo tipo:
Da notare la modifica di circa 700 file… come sono stati modificati? Dubito ci sia stato scritto qualcosa di poco dannoso per il sistema…
Via Napolux
2038 Bug
Posted by admin in Informatica on August 11, 2007
19 Gennaio 2038, ore 03:14:07 (GMT) della mattina.
Oggi sono ossessionato dai limiti superiori dei programmi e così ho dato a fondo a tutta la mia curiosità sul tema del tempo nei sistemi Unix. Per capire il resto dell’articolo, è da premettere che il tempo in questo tipo di sistemi è rappresentato da una variabile contenente il numero di secondi che sono trascorsi dalla mezzanotte (UTC) dell’1 gennaio 1970.
Per analizzare il bug è però doveroso fare una piccola spiegazione di informatica: un intero a 32bit (signed, e quindi con possibilità di avere un segno negativo) rappresenta un valore massimo pari a 2.147.483.647 numeri positivi (e altri 2.147.483.648 numeri negativi, ma finché non inventeranno la data negativa non servono a molto..) dunque sono 2.147.483.647 secondi che corrispondono a 35.791.394 minuti, cioè 596.523 ore, 24.855 giorni e quindi, circa, 68 anni.
Ora basta fare un semplice 1970 (anno di partenza) + 68 (numero massimo memorizzabile da un intero a 32bit) per trovare la data sospirata: 2038, più precisamente il 19 Gennaio 2038 alle ore 3, 14 minuti e 8 secondi.
Raggiungendo quella data, il contatore va in overflow, cioè non registra assolutamente la data giusta, ma segna i secondi negativi. In sintesi, arrivati al 2.147.483.647 si passerà al -2.147.483.647esimo secondo, continuando poi a segnare secondi negativi che vengono sottratti a una sorta di countdown fittizio che può durare altri 68 anni…
La differenza principale con il Millennium Bug è quella che mentre il millennium bug poteva essere, nella maggior parte dei casi, un errore di interpretazione della data (interpretare un 1-1-00 come il 1900, e non come il 2000), questo tipo di bug è più “grave”, poichè va ad incidere sulla memorizzazione stessa del campo. E se il Millennium Bug è stato ampiamente sovrastimato (da ricordare che una commissione del Senato statunitense a fine 1999 aveva altamente sconsigliato ai propri cittadini di trovarsi in paesi come l’Italia, la Russia e la Cina, considerati assolutamente non adeguati nell’aggiornamento software. Ora l’Italia viene citata dai detrattori del Millennium Bug come esempio banale di come, pur limitando i lavori di intervento sui sistemi, non sia successo proprio nulla), il Y2K38 non è affatto da sottovalutare, anche a 30 anni di distanza.
Risolvere un problema come questo non è affatto semplice.
Cambiare il valore della variabile per usare un sistema a 64-bit renderebbe il sistema incompatibile con software, sistemi di memorizzazione e tutti gli strumenti che usano una rappresentazione binaria del tempo. Cambiare il valore in un intero non unsigned (senza segno, e quindi non in grado di memorizzare numeri negativi, valori che nella rappresentazione delle date non hanno assolutamente senso), permettendo di rimandare il problema al 2106, causerebbe, comunque, problemi a molti programmi. Usare un valore di tipo signed a 64-bit sposterebbe l’emergere del problema in avanti nel tempo di circa 290 milioni di anni, spostando la data addirittura al di là della previsione di vita del sistema solare.
Molti sistemi operativi per sistemi a 64-bit usano già dei numeri interi a 64-bit per la rappresentazione del tempo. Il passaggio a questo tipo i architetture è in corso, e ci si aspetta che sia completo prima del 2038. Tuttavia, ancora oggi esistono centinaia di milioni di sistemi a 32 bit sul mercato, di cui molti in sistemi integrati, e non è affatto certo che vengano rimpiazzati prima del 2038.
Nonostante l’attuale trend di aggiornamento dei computer ogni 18-24 mesi, i computer integrati possono lavorare senza interruzioni per tutta la vita del sistema che controllano. L’uso a 32 bit è anche stato inserito in vari formati di file, cosa che comporta la persistenza del problema anche oltre la vita delle macchine stesse.
Niente allarmismi, però… c’è tutto il tempo per elaborare soluzioni, aggiornare i sistemi e quant’altro, pur considerando il fatto che, nel Maggio 2006, un primo problema è già avvenuto nei server Aol. Il “problema” è quello che, nonostante la previsione sia ampiamente anticipata, questo tipo di errore, potenzialmente molto più dannoso rispetto a quello del 2000, è meno comprensibile dal grande pubblico (la spiegazione del Y2K è abbastanza banale, quella del Y2K38 è decisamente più complessa). Basterà un pò di informazione mirata, un pò di preveggenza dai sistemisti, un pò di sana analisi da parte dei programmatori (sarebbero da eliminare le frasi del tipo “questo software non girerà sicrauemente più fra 30 anni”… l’Y2K ha dimostrato che a distanza di 30 anni erano ancora molte le applicazioni scritte decine di anni prima) e passerà sicuramente la paura.
E per concludere, mai detto fu più azzeccato: chi vivrà, vedrà…
P.S.: E c’è pur sempre il bug Y10K, o bug dell’anno 10.000.
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