Archive for category Personale
The stupid machine is us/ing us
Ripropongo un video che ho postato qualche tempo fa, The machine is us/ing us, per proporre un breve commento a quanto mi è successo negli ultimi 3-4 giorni.
Internet è una bella, bellissima cosa. Ha dato a tutti noi la possibilità di comunicare come/quando/dove vogliamo, ha permesso di abbattere distanze, di permettere a chiunque di esprimere la propria opinione in pochi secondi. Tutto molto bello… peccato che molti di noi non abbiano ancora imparato a leggere.
Più di 30 commenti al mio post precedente e una 70ina di condoglianze inviate tramite il form dei contatti presente su questo sito portino a circa 100 le dimostrazioni di cordoglio inviate al “Gabbo sbagliato”. A nulla poi sono valsi i commenti a più riprese di Alessio, Paolo e Luigi che cercavano di far capire al pubblico la situazione… 20.000 contatti e 100 condoglianze inviate dimostrano, a spanne, che almeno lo 0,5% della popolazione abbia sicuramente più voglia di scrivere che di leggere…
P.S.: Gabbo, cioè lo scrivente, è vivo e gode di buona salute.
Restyling estivo
Stanco del vecchio tema, ho installato questo nuovo tema (Simplicity 1.0) e lo ho attivato da un paio di giorni. Ho anche creato un paio di nuove pagine relative al Gabbo-kit (nome simpatico per definire la mia dotazione tecno-informatica… la pagina è in costante working in progress) e ad un elenco, non troppo dettagliato, delle mie attività e progetti attivi in rete in questo momento.
Sono ben accetti commenti/segnalazioni (anche critiche, ma solo s costruttive…)
La vita a pechino continua tra…
Il massaggio cinese
Era in programma, ma solo ora abbiamo potuto coronare il sogno di un massaggio cinese di 45 minuti, più 15 minuti di poltrona massaggiante… Il cinese che mi ha preso sotto le sue mani callose ha smontato le mie ossa e poi le ha rimontate. Mentre scrivo sono dolorante per questo trattamento d’urto e la schiena è tutta rossa per via della bastonate che a più riprese mi ha elargito con il volto colmo di soddisfazione… la situazione anche il giorno dopo non è stata delle migliori, poichè sono ancora visibili i segni del trattamento sulla mia pelle… è anche in programma un altro massaggio, questa volta rilassante, presso un centro qua vicino all’ostello.
Silk market (mercato della seta)
Il mercato della seta ci tiene impegnati vari pomeriggi della settimana, alla ricerca di merce interessante, seguita poi da trattative estenuanti (fino all’ultimo centesimo di euro). L’ultimo assalto ha visto protagonista il Don Cura, capace di intavolare con una 15enne cinese (ad occhio, anche se l’età per i cinesi è impossibile da indovinare e anche loro fanno fatica a farlo l’un con l’altro, tanto che una domanda abbastanza comune in Cina è proprio l’età) una discussione sull’industria cinese, anche se era più che altro un monologo, visto che la controparte cinese non faceva altro che ripetere le solite frasi tipiche del silk market (“say me the price”, “are you joke?”, “it’s a good quality”…, scritte tra l’altro sulla lavagna dei dipendenti all’entrata del mercato) non capendo niente di tutto quello che usciva dalla sua bocca. Dopo un’ora di trattativa, in cui la venditrice cinese gli ha strappato un pelo, ha strappato 2 maglioni per 20 euro, salvo ricordarsi poi di aver promesso a lei un gelato. All’atto di andarsene sono così stato bloccato dalla cinese 14enne vogliosa di gelato, che aveva afferrato le mie buste e non mi lasciava andare via… dopo altri 10 minuti di tira e molla, i 30 centesimi di gelato ce li siamo tenuti e ce ne siamo andati a cena…
Un’altra venditrice insisteva sul fatto che il sottoscritto era tutto “skin” e necessitava di una taglia inferiore a quella del Don Cura (7 giorni fa invece avevamo preso la stessa taglia della stessa maglia). Ulteriore prova del mio calo continuo di peso…
Per chi ne fosse interessato, la qualità della merce che si può trovare è abbastanza decente, anche se la lavorazione lascia un pò a desiderare. Ovviamente i venditori ne esaltano gli attributi, spacciandole spesso come originali, con prezzi che si avvicinano a quelli italiani, salvo poi diminuire drasticamente rilancio dopo rilancio della trattativa. Si possono trovare vari prodotti, di tutte le marche, anche se nonostante le centinaia di stand del mercato, le cose che si trovano tra uno stand e l’altro sono piu’ o meno le stesse (abolite quindi tutte le richieste assurde: i prodotti che si trovano sono il massimo della standardizzazione)
Per l’elettronica un capitolo a parte. La maggior parte degli oggetti elettronici sono finti cinesi e sono lontani km dagli originali. I lettori mp3 simil-ipod che abbiamo comprato sono molto distanti esteticamente dagli originali, tralasciando poi il fatto che il software è completamente diverso. Tutto sommato funzionano, hanno qualche problema, ma svolgono il loro lavoro abbastanza bene. Sicuramente sono prodotti che per un pubblico non esperto non funzionano, mentre per un pubblico che è capace di metterci le mani e starci dietro assiduamente, possono funzionare. Forse per il prezzo, il gioco può valere la candela, ma per chi non volesse troppi grattacapi, è meglio indirizzarsi verso cose originali di sicuro valore e affidabilità.
Opening Cerimony of World Juniores Championship 2006
Dopo aver racimolato un biglietto dalla federazione italiana arrivo a Chaoyang (tra il 4° e il 5° anello di tangenziale) per assistere alla cerimonia di apertura dei campionati mondiali (e a qualche gara). Mi viene subito consegnato una bella sacchetta con al suo interno: acqua naturale (sempre gentili i cinesi), un depliant con le gare della giornata (aggiornato a poche ore prima, bello fresco di stampa), un altro depliant con le foto della cerimonia di apertura che si sarebbe tenuta dopo qualche ora (eh si… i cinesi sono riusciti a fare il depliant di una cosa che si sarebbe dovuta tenere dopo qualche ora, utilizzando le prove generali come fonte delle foto)e un set di mani di plastica da sbattere rigorosamente made-in-china (avrebbero dovuto spiegare ai cinesi che dare strumenti MOLTO rumorosi ai popoli africani può avere effetti controproducenti, e infatti le mani di plastica sono state utilizzate per 4 ore ininterrottamente come strumenti di percussioni di vari balli propiziatori africani).
Cerimonia spettacolare, degna dell’apertura di un’olimpiade (tant’è che stavano facendo delle prove per le olimpiadi), sicuramente esagerata per un evento come questo, che seppur importante, non necessitava di una prova “di forza” simile… ma son pur sempre cinesi… ![]()
Da notare alcuni passi interessanti della cerimonia, come il momento conclusivo con l’alzabandiera cinese con l’inno: tutti i cartelli di tutti i paesi partecipanti, tenuti in mano da delle signorine cinesi, si sono rivolti verso la bandiera e si sono inclinati in segno come dei girasoli davanti al sole… va bè, solita allegoria cinese…
Un passo interessante è stato anche quando ad un tratto della cerimonia la musica si è interrotta e il maxi-schermo si è spento. La musica ha ripreso dopo pochi secondi, mentre il maxi-schermo ha abbozzato un riavvio di sistema, passando per il checkup della ram fino ad arrivare ad una bella schermata di windows xp alta diversi metri!!!
Le gare stanno andando avanti, ma non le sto seguendo. Per chi volesse, si colleghi a www.fidal.it oppure a www.iaaf.org (dove può vedere anche le foto ufficiali della manifestazione).
Il cinese
A lezione il cinese ormai l’insegnante viaggia a ritmi da treno ad alta velocità. Nella pratica nessuno gli sta dietro e durante la lezione si cerca di sopravvivere come si può. Non si è ben capito a che punto voglia arrivare. Domani per 5 alunni su 8 è l’ultimo giorno e c’è il test finale del corso, mentre lunedì verremo spostati in una classe più avanzata, anche se il livello è più avanti del nostro… voglio proprio vedere…
Per ora il mio livello di cinese è: “l’alunno è capace di non morire di sete e di fame e di tornare sano e salvo all’albergo”. Il prossimo livello sarà “l’alunno è capace di ordinare delle cose decenti al ristorante e non farsi lasciare ogni volta dal taxi 2 km lontano dall’albergo”
Fame…
Ok… la fame imperversa. Ho capito che la grande parte della fame deriva dal loro modo di mangiare. La portata di cibo che può avere una bacchetta e il fatto che portino sempre dei piatti con dei pezzi piccolissimi della pietenza, non aiutano a riempire il mio stomaco. Lo dimostra il fatto che quando mangio il riso in un metodo non poco ortodosso utilizzando una specie di posata che tieni in alto le bacchette, spesso simile ad un nostro cucchiaio anche se piccolo (non starò qui a spiegarlo, ma di certo non rientra nel galateo cinese, mentre è abbastanza vicino a quello europeo) riesco a saziarmi per benino.
Per il resto, a mensa non metto praticamente più piede. In fondo da quanto ho capito non è il massimo per gli stessi cinesi… come surrogato ho trovato delle belle viennette algida da mangiare al bar… vado avanti con quelle. Durante la settimana qualche visita da Kfc, McDonald, Starbuck, PizzaHut e altri ristoranti saziano quello che i ristoranti cinesi lasciano vuoto… sono anche riuscito a trovare un frullato di cioccolato ad un club cubano e un latte al cioccolato fresco in un bar di una scuola di lingue. Invece al Lavazza Point mi hanno fregato… ho letto la categoria “Non Coffe Cooler” e subito sotto “Sunshine Chocolate”. L’ho preso e mi hanno portato una tazza piena di cioccolato CALDO. Nel caldo di Pechino non ho potuto far altro che iniziare ad emanare luce una volta finita la tazza.
Per finire, siamo tornati a mangiarci l’anatra alla pechinese, e per l’ennesima volta un paio di anatre sono state affettate davanti ai nostri occhi.
Giovedi’ a Beijing
L’umidità oggi dovrebbe aver raggiunto il livello del 100% dopo una breve e intensa pioggerellina. Praticamente solo camminando ci si bagna e si ha l’impressione di stare in una tinozza finlandese piena di vapori caldi, sopra i 40 gradi.
A parte questo, la giornata di ieri è stata tranquilla. Visita al tempio del Lama e ad una rappresentazione dell’Opera di Beijing. La prima è stata tranquilla e interessante quanto basta. Continuo a non capire come possa piacere un posto di culto rimesso a nuovo da un restauro fatto con i piedi e in cui ci sono al suo interno decine di telecamere, e di certo non per controllare eventuali atti vandalici o di saccheggio. Per fare qualche paragone, è un pò come andare in una chiesa del ‘300 rimessa a nuovo con calcestruzzo puro e con i dipinti rifatti da nuovo, piena di telecamere che controllano chi entra, chi esce, chi prega, chi mette l’incenso, chi accende le candele, il tutto in un paese dove la propria massima autorità spiriturale è in esilio all’estero, la seconda in prigione nonostante la sua età (dovrebbe avere 10 anni e aver passato gli ultimi 5 in prigione) e dove tutti i sacerdoti sono scelti dal governo… in pratica è una sceneggiata messa in piedi negli ultimi anni per far vedere al mondo che anche qua c’è del pluralismo religioso ed evitare la condanna del mondo occidentale (anche se sono lontani i tempi in cui il Sud Africa veniva “esiliato” dal mondo a causa dell’apartheid)
L’Opera di Beijing è molto diversa dalla nostra Opera. “A casa mia” l’avremmo chiamata “circo”, qua la chiamano “Opera”, in ogni caso è stata pur sempre gradevole, a parte il canto cinese, di dubbi gusti melodici…
In serata poi mi sono strafogato di 400 grammi di pasta alla carbonara, presa in una specie di catena della pasta di nome “Gino”. Sarà stata la fame, ma non era male… a parte i quintali di peperoncino che avevano messo sopra (e per fortuna non ho preso l’arrabbiata!!!). A causa della fame, ho poi provveduto a spazzolare tutti i piatti dei commensali… la fame è la fame… anzi no… nonostante la fame non metto praticamente più piede nella mensa cinese, visto che ormai anche solo l’odore mi disgusta. In caso ci vada, mangio solo del riso scondito cotto a modo loro (tutto attaccato) e del pane cotto a modo loro (è completamente bianco, è morbido, non ha crosta e, soprattutto, non sa di niente)
Il weekend è vicino e anche il “giro di boa” delle 4 settimane è ormai arrivato. Ora toccherà iniziare a pianificare le ultime cose da vedere e fare qua in Cina prima della partenza (ho visto dei bei Ipod Nano da 2-3 Gb a 300 yuan….. quasi quasi….)
Martedi a Beijing
In attesa dei 2 tifoni (sono ore che tuona, fulmini in cielo, ma ancora sono lontani) che stanno per abbattersi su Pechino e che (forse) abbasseranno le temperature da sauna finlandese a cui i nostri fisici sono costretti a combattere fin dalle ore 8 della mattina, ci siamo fatti l’ennesimo giro in giro per la città. Questa volta è stata la volta degli Hutong… scene non prettamente da turista, ma di certo edificanti. In alcune strade molto probabilmente (dalle facce con cui ci guardavano i locali) eravamo i primi occidentali da diverso tempo a passare per quei posti. In ogni caso continuiamo a fare i divi, visto il numero di foto che ci vengono scattate in vari momenti della giornata.
A lezione il mio nome cinese va per la maggiore ed è sempre fonte di ilarità collettiva… è anche l’unico che viene ricordato dagli altri studenti del corso… va bè, sarà niente…
In televisione non parlano altro che della giornata di oggi, 8 Agosto 2006, e cioè fra esattamente 2 anni (l’8/8/2008 alle ore 8:08pm… sono un pò incastrati i cinesi con il numero
inizieranno queste benedette olimpiadi. Non è comunque tanto diverso dalla normalità: in qualsiasi canale nell’arco della giornata verranno tirate fuori le olimpiadi e qualche aspetto a loro collegato. Si va dai progetti sul traffico fino a quelli sulla pulizia, passando per quelli organizzativi dell’ospitalità… sempre meglio del karaoke perenne che impazza sui 75 canali della televisione o delle telenovelas cinesi o coreane che vengono viste ovunque, anche per strada.
Per chiudere vi invito a leggere ad alta voce questo scioglilingua cinese:
Sì shí sì, shí shì shí
sì shí shì sí shí
shí sì shì shí sì
Auguri…
Primo giorno…
Ha gia raccontato molto il Don Cura, con anche qualche foto a supporto del racconto.
Ma il Don ha tralasciato alcuni eventi fondamentali delle giornate di viaggio:
1) La sparizione di cinesi in fila per il volo da Vienna a Pechino, causa ufficiale overbooking, che venivano approcciati da giovani cinesi della compagnia che in poche mosse prendevano il loro passaporto in mano e li costringevano, ognuno con una scusa differente, a seguirli, salvo poi non tornare pi? L’alternativa al volo diretto, valida solo per cinesi (mentre per tutti gli altri non veniva neanche proposta e sbandierata, ma tenuta tutta per loro) era un ennesimo scalo a Parigi con partenza il giorno dopo per Pechino.
2) Il mio record di Asteroids sull’aereo, ben 15000 punti, totalizzati in 1 ora e mezza (mentre tutto l’aereo pensava bene di dormire) di gioco sfrenato.
3) L’accompagnatore ha mancato l’appuntamento all’aeroporto, costringendoci a svolgere il piano B: cambiare 50 euro in RMB, comprare una scheda telefonica (di cui non si sapeva nulla, se era per cellulari, estero, locale, internet….), farsi dare un numero di telefono dell’organizzazione (che noi non avevamo, tanto…. cit. “VI VENGONO A PRENDERE IN AEROPORTO”) da un ragazzo italiano appena conosciuto, ma che aveva il nostro autista, chiamare l’organizzatrice e spiegarle la situazione, trovare un taxi, richiamare l’organizzatrice per spiegare al tassista la strada (in cinese, visto che d’inglese era fermo al “taxi???”), sopravvivere nella vecchia Volkswagen (che neanche la casa automobilistica si ricordava di aver prodotto prima della guerra… quella del 15–18…) e arrivare sani e salvi a destinazione, 1 minuto dopo l’accompagnatore ufficiale che non ne aveva saputo di prenderci in carico (per l’appunto: pagando la met?
4) Essere abbordati da una “cinese lavoratrice laureata in economia 22enne” vicino Piazza Tien An Men, capace di non spegnere il sintetizzatore vocale nella migliore tradizione lavoratrice cinese.
5) Essere accompagnati dalla stessa alla “tradizionale cerimonia per la bevuta del t?rdquo; in una strana abitazione privata al secondo piano di un negozio di occhiali da vista in cui, nonostante fossimo in 3 omaccioni nel fiore degli anni, eravamo consci degli innumerevoli modi possibili di morire:
- avvelenamento con il te
- avvelenamento con i salatini che accompagnavano il te saggiamente evitati con una scusa in doppio salto carpiato sui medicinali che “siamo costretti” ad assumere a causa della differente microbiologia dell’ambiente…
- essere uccisi da guerrieri kung-fu che sarebbero entrati dalla porta (la finestra aveva le sbarre)
- essere uccisi dalla donna che compiva la cerimonia con la “mossa delle 3 tazze”
- risvegliarsi senza qualche organo, salvo poi morire perch?vitale
Niente di tutto questo ?accaduto: ce la siamo cavata con 40 eurozzi a testa……………… (a parte tutto il te era buono, ed era preparato con foglie “rullate” di varia natura)
5) Mangiare con le bacchette cinesi gli spaghetti cinesi scotti, con parallela derisione da parte di tutta la servit?del ristorante, capace addirittura di portarci, una volta impietosita, una forchetta avvolta in un tovagliolo per non farla vedere agli altri commensali. (N.B.: La forchetta ?stata gloriosamente rifiutata e poi portata via dal cameriere prima della fine del nostro pasto, durato circa 3 ore)
6) Avevamo sottovalutato tutto quello che ci era stato detto o che avevamo letto su i seguenti argomenti:
- Clima (i finlandesi hanno installato una sauna per 20.000.000 di persone a cielo aperto?)
- Smog (penso che i cinesi non vedano un cielo blu da parecchio tempo… e penso che questo tempo sia esattamente pari al tempo in cui molti di loro hanno comprato il famoso modello di volkswagen)
- Cinesi (pi?delle cavallette e il 70% di loro non ha mai visto uno straniero)
- Citt?(900 metri di piazza, con 600 metri ogni viale, con 100 metri ogni incrocio…. fanno s?che dire “?qui a 2 isolati” si tramuti in 1 ora di camminata)
- Militarizzazione della stessa (ci sono pi?controllori dei controllati)
Ora c’?rimasto un dubbio che ci attanaglia: nel palazzo accanto all’ostello guardato a vista da diversi agenti armati, protetto da sbarre, filo spinato, telecamere a 360°…. ci saranno mica i nostri agenti di controllo???
Questo dubbio potrebbe essere svelato se non leggeste un nuovo post sui blog entro 48–72 ore.
Programma di viaggio
Sveglia: 4.50
Treno per Bologna delle 5.35

Arrivo a Bologna previsto per le 8.15, trasbordo con Aerobus dell’Atc Bologna delle 8.30. Arrivo all’aeroporto per le 9.00. Partenza dell’aereo alle ore 11.00

Arrivo a Vienna per le ore 13.00.

Treno CAT per il centro Vienna (l’alternativa sarebbe stata la morte celebrale in aeroporto….).

Ripartenza alle ore 20.00 da Vienna. Arrivo previsto per le ore 11.25 (ora locale, quindi ore 4.25 italiana)
Da qua un simpatico cinese (forse) ci verrà a prendere per portarci, per la modica cifra di 80 euro in 2, al nostro ostello a Piazza Tienanmen (magari per le 14.00 ora locale je la famo… )!!
Ci si vede fra un paio di giorni!!!
The Hostel
Prima di partire alla volta del nulla, speranzosi solo che qualcuno ci ripescasse all’aeroporto di Pechino, è stato d’obbligo farsi dare un mezzo recapito, e così finalmente abbiamo visto in che posto finiremo…..
C’è anche la sala internet…..
La bibbia dei test
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Advanced Global Personality Test Results
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Take Free Advanced Global Personality Test
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-7

Ho appena realizzato che fra 7 giorni (ormai 6) riprenderò la valigia e partirò per l’ennesima volta quest’anno: destinazione Beijing (in italiano, Pechino).
Questa volta il compagno di viaggio sarà l’Avv. Cura (neolaureato, da poco attrezzato con il suo spazio sul web: www.doncura.com), forse l’unico tra i miei conoscenti in grado di condividere una simile idea di viaggio. Pechino non sarà la cosmopolita New York di Massimo, non sarà neanche la lussureggiante Brisbane di Niccolò, anzi……. ipotizzo tutto l’opposto….. ma il fascino che la millenaria cultura orientale può esprimere, anche se stordita da Rivoluzioni Culturali, neocapitalismi e 50 anni di follie storiche continue, è unico.
Letture d’obbligo in questo periodo di preparazione psicologica (!!!), che sto completando prima della partenza, sono:
- Tiziano Terzani -La porta probita
- Federico Rampini – Il secolo cinese
- Federico Rampini – L’impero di Cindia
Il primo libro distanzia gli altri 2 di ben 20 anni: Terzani racconta i disastri combinati dal regime cinese al patrimonio culturale cinese, mentre Rampini si sofferma di più sull’attuale impeto economico cinese. Nostalgico del passato il primo, esaltato dal futuro il secondo. Sarà una bella avventura capire che cosa diavolo stia succedendo: di certo dai libri, dagli articoli di giornale, dalle lezioni all’università e dal comune sentire, sulla Cina si sente di tutto e il contrario di tutto. L’unico modo per capirla, come per qualsiasi altro paese del mondo, è andarci e verificare con mano. Ben inteso, il Cura e il Gabbo si trasformeranno in 2 cinesini modello, a parte l’aspetto, integrandosi alla perfezione nel modo di vita cinese (ok ok… non ho ancora preso in mano le kuaizi, le bacchette cinesi, e non so come si usano… ma tant’è…. impareremo)
Nel frattempo il progetto di integrazione va avanti e il corso di cinese, lezione dopo lezione, progredisce… in vista di quello più serio che fra soli 8 giorni inizieremo (a pensarci, mi viene da ridere….). Tolta la scrittura, la lettura e la comprensione…. il parlato non presenta alcuna difficoltà particolare, anzi…. tra una grammatica essenziale e una logica disarmante è veramente semplice. Vorrà dire che parleremo con tutto e tutti, ma non ascolteremo mai le risposte…. in fondo bisogna scendere a compromessi!
Hao! Zou…….

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